radar.casa
Informativa sulla privacy
Ai sensi degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e del d.lgs. 196/2003, come modificato dal d.lgs. 101/2018.
Versione 1.6 del 21/9/2026.
Se cerchi casa o un servizio, su radar.casa oggi puoi fare tre cose: iscriverti alla lista d’attesa lasciando la tua email, scrivere direttamente a un’impresa dalla sua scheda, o, se l’hai già contattata da qui, lasciarle una recensione. Se hai un’attività, puoi anche chiedere di rivendicare, correggere o far togliere la tua scheda, o, se hai un account che ti abbiamo attivato noi, compilare la tua scheda da professionista o i tuoi annunci da inserzionista. Se la tua attività compare già su radar.casa senza che tu abbia fatto niente, è perché abbiamo creato la tua scheda partendo da una fonte pubblica, e te lo diciamo in un avviso che ti mandiamo. Se hai un account, puoi infine chiederci di verificare la tua identità, o il tuo titolo su un immobile che pubblichi, mandandoci un documento. Questa informativa descrive questi otto trattamenti, e nient’altro. Quando radar.casa aprirà davvero la riscriveremo e alzeremo di nuovo il numero di versione qui sopra.
1 · Chi tratta i tuoi dati
Il titolare del trattamento è:
NeXeN di Gabriele Russo, ditta individuale
Via Taranto 28/B, 56012 Calcinaia (PI)
P.IVA 02586920502 · C.F. RSSGRL81D07G317I
E-mail: info@radar.casa
Non è stato designato un Responsabile della protezione dei dati (DPO). Per qualsiasi questione sui tuoi dati scrivi a info@radar.casa: risponde direttamente il titolare.
Una precisazione, perché radar.casa nasce da un gruppo Facebook. Il gruppo non è nostro e il progetto lo portiamo avanti con chi lo amministra. Dei tuoi dati però risponde una persona sola, ed è il titolare qui sopra. La lista degli indirizzi non viene consegnata a nessun altro, e chi amministra il gruppo non la riceve e non la può usare per conto suo.
2 · Che cosa raccogliamo
Otto casi diversi, con dati diversi. Sei nascono da qualcosa che fai tu: iscriverti, scrivere a un’impresa, lasciare una recensione, chiedere di rivendicare o correggere una scheda, gestire un account, chiedere una verifica. Due no: se la tua attività è già su radar.casa, è perché abbiamo creato la scheda partendo da una fonte pubblica (punto 2.f), e da quello nasce anche l’avviso che ti mandiamo. Sotto trovi tutti e otto, separati.
2.a · Se ti iscrivi alla lista d’attesa
| Che cosa | Da dove |
|---|---|
| Il tuo indirizzo email | lo scrivi tu nel modulo. È l’unico dato che ti chiediamo per iscriverti |
| La data e l’ora in cui l’hai scritto | le mette il sito |
| Il testo esatto della frase che hai spuntato, parola per parola, e la versione di questa informativa in vigore in quel momento | lo salva il sito |
| Un’impronta del tuo indirizzo IP | la calcola il sito. Vedi qui sotto |
| La pagina da cui sei arrivato e il browser che il tuo telefono o computer dichiara | li manda il tuo browser insieme alla richiesta, come fa con qualsiasi sito |
| Un’etichetta che dice se sei arrivato dall’annuncio rivolto a chi cerca casa o da quello rivolto alle imprese | sta nel collegamento su cui hai premuto |
| Un segno di sì o no che dice se la pagina era ancora valida quando hai premuto il pulsante | lo mette il sito. Non dice niente di te: serve a distinguere un invio normale da uno arrivato da una pagina vecchia o da un programma automatico |
2.b · Se scrivi a un’impresa dalla sua scheda
Ogni scheda di professionista ha un modulo per scriverle. Sono dati diversi da quelli della lista d’attesa, con uno scopo diverso.
| Che cosa | Da dove |
|---|---|
| Il tuo nome | lo scrivi tu, se vuoi: non è obbligatorio |
| Il tuo indirizzo email | lo scrivi tu. È obbligatorio: senza, l’impresa non potrebbe risponderti |
| Il tuo telefono | lo scrivi tu, se vuoi: non è obbligatorio |
| Il messaggio che scrivi | lo scrivi tu. È obbligatorio |
| Un’impronta del tuo indirizzo IP | la calcola il sito, con lo stesso meccanismo del punto 2.a |
| La data e l’ora, e il testo esatto della frase di presa visione che hai spuntato | li salva il sito |
Oggi la tua richiesta resta registrata su radar.casa e non viene ancora inoltrata all’impresa: la leggiamo noi e ti ricontattiamo. Non è pubblica e non si vende. Il giorno in cui l’inoltro diretto sarà attivo, questa riga cambierà e te lo diremo qui prima che succeda.
Per la lista d’attesa (2.a) non ti chiediamo il nome, il cognome, il telefono, l’età, il comune, la professione. Non li chiediamo e non li ricaviamo da nessuna parte. Non compriamo elenchi di indirizzi e non prendiamo i dati di nessuno dal gruppo Facebook: l’indirizzo lo scrivi tu, o non ce l’abbiamo. Il nome e il telefono te li chiediamo solo se scrivi a un’impresa (2.b), e solo perché tu li scriva se vuoi che ti riconosca.
Sull’impronta dell’indirizzo IP. L’indirizzo IP è il numero che identifica il collegamento da cui navighi. Noi non lo conserviamo. Ne calcoliamo un’impronta, cioè una sequenza di caratteri ottenuta mescolandolo con un segreto che sta fuori dal database. Serve a due cose: ricondurre la tua iscrizione al momento in cui è avvenuta, se un giorno qualcuno contestasse che il consenso non c’è mai stato, e impedire che un programma automatico riempia la lista di indirizzi finti. Dall’impronta non si torna all’indirizzo IP, e nemmeno noi possiamo farlo.
2.c · Se chiedi di rivendicare, correggere o far togliere una scheda
Ogni scheda di un’impresa o di un professionista rimanda a un modulo con cui dire che è tua, segnalare un errore o chiedere che sia tolta. Per usarlo non ti devi registrare: uscire da radar.casa non deve costare un account.
| Che cosa | Da dove |
|---|---|
| La tua email | la scrivi tu. È obbligatoria: ci serve per risponderti |
| Il nome dell’impresa, il comune, la partita IVA | se la scheda esiste già, li prendiamo dalla scheda stessa, non da quello che scrivi in questo modulo. Se stai segnalando che una scheda non dovrebbe esistere («non createmela»), li scrivi tu, e il nome è obbligatorio |
| Il messaggio | obbligatorio se stai chiedendo una correzione, per dirci cosa cambiare. Facoltativo per rivendicare o far togliere |
| La data e l’ora, e un segno se il modulo arrivava da una pagina ancora valida | li mette il sito, con lo stesso meccanismo del punto 2.a |
| Un’impronta del tuo indirizzo IP | la calcola il sito, con lo stesso meccanismo del punto 2.a |
Se stai rivendicando una scheda, per verificare che sia davvero tua ti manderemmo un codice alla PEC che risulta dai registri pubblici delle imprese, non a un indirizzo scritto da chi compila: solo così è una prova vera. Oggi non abbiamo ancora collegato quel registro: la richiesta si registra lo stesso, e la verifica la fa una persona, guardando quello che hai scritto.
Se la richiesta di far togliere una scheda viene accolta, cancelliamo la scheda per intero e teniamo, per 12 mesi, solo un’impronta cifrata del tuo nome e della tua email (non il tuo nome in chiaro): serve a impedire che la scheda venga ricreata per sbaglio al prossimo aggiornamento della mappa. Il dettaglio dei tempi è al punto 4.
2.d · Se hai un account da professionista o da inserzionista
Un professionista compila la propria scheda, un’impresa che vende annunci gestisce i propri. Non c’è, oggi, un modulo con cui creartelo da solo: l’account te lo attiviamo noi. Se ce l’hai già, entri da «Accedi» e trovi la tua pagina.
| Che cosa | Da dove |
|---|---|
| Il nome utente e l’indirizzo email dell’account | li impostiamo noi quando attiviamo l’account |
| La password | la scegli tu, o la cambi dal tuo profilo. Il sito la conserva cifrata, mai in chiaro |
| La data in cui l’account è stato creato | la registra WordPress |
| Il tuo ruolo (professionista o inserzionista) | te lo assegniamo noi: decide quali pagine puoi compilare |
| I dati della tua scheda (nome dell’impresa, partita IVA, anni di attività, telefono ed email per farti contattare, indirizzo, comune e area in cui operi, le foto dei lavori fatti) | li scrivi e li carichi tu, dal modulo della tua pagina |
| Il nome di chi contattare su un tuo annuncio, se pubblichi (immobili, lavori) | lo scrivi tu, e non deve essere per forza il tuo: puoi indicare un’altra persona |
Per entrare non c’è nessun accesso con Google, Facebook o altro account esterno: solo email e password del tuo account radar.casa. Nessun dato tuo parte verso terzi per farti accedere.
La tua scheda nasce sempre in bozza: non si pubblica da sola, la controlliamo noi prima. Il telefono, l’email di contatto e il nome di chi contattare che scrivi non escono mai nei dati strutturati né dalle rotte automatiche del sito: li vede solo chi ha un account, non un programma che legge il sito da fuori.
2.e · Se lasci una recensione a un’impresa che hai contattato
Ogni scheda di professionista mostra le recensioni di chi l’ha davvero contattata da radar.casa (punto 2.b). Non si può recensire un’impresa che non hai contattato da qui: la recensione nasce sempre agganciata a una richiesta tua già registrata, non è aperta a chiunque scriva un testo.
Sui professionisti iscritti a un ordine ci sono regole diverse, e sono due, non una. Su un avvocato oggi la recensione si pubblica in forma anonima e senza voto: resta solo il tuo testo, non compaiono il tuo nome, il voto in stelle, l’istogramma dei voti né il dettaglio dei lavori svolti. Due ragioni diverse, non una sola: il nome non compare per la stessa regola che vieta all’avvocato di rendere pubblico il nome dei propri clienti, anche col loro consenso; il voto non compare per la regola, distinta, che vieta all’avvocato la pubblicità comparativa fra colleghi. Su un notaio oggi la recensione non è ancora disponibile: non si può scrivere. Gabriele ha deciso di aprirle anche su questa categoria, alle stesse condizioni delle altre: quando il codice sarà aggiornato per farlo, questa riga cambia con lui.
| Che cosa | Da dove |
|---|---|
| Il tuo nome e il tuo comune | li scrivi tu, se vuoi: non sono obbligatori. Se li lasci vuoti, la recensione resta comunque pubblicata, senza |
| Il voto e il testo | li scrivi tu. Il voto è obbligatorio, il testo no — tranne su un avvocato, dove il voto non si può dare (vedi sopra) |
| Un’impronta del tuo indirizzo IP | la calcola il sito, con lo stesso meccanismo del punto 2.a |
| La data, e il legame con la richiesta che avevi mandato all’impresa (2.b) | li mette il sito: è quel legame a provare che hai davvero usato il servizio |
| La risposta dell’impresa, se risponde | la scrive l’impresa dal suo account (2.d) |
Il badge «verificato», quando c’è, dice solo quello che abbiamo controllato davvero — non un giudizio complessivo sull’impresa — ed è scritto accanto al badge stesso cosa si è controllato.
Dopo 24 mesi dalla pubblicazione, la tua recensione smette di contare nella media: il punto 4 dice cosa succede dopo, ed è diverso da quello che potresti immaginare. Questo termine non è un obbligo di legge per il nostro settore: i 24 mesi sono il criterio che la Legge 11 marzo 2026, n. 34 fissa per le recensioni di ristorazione e turismo. Radar.casa si occupa di casa e professionisti, non di quel settore: abbiamo scelto lo stesso numero per analogia, perché ci pare equilibrato, non perché una norma ce lo imponga.
2.f · Se la tua attività è già su radar.casa, e non hai fatto niente per farcela mettere
Se sei un’impresa individuale o un professionista, potresti trovare una scheda con i tuoi dati anche senza esserti mai iscritto a niente. Non li abbiamo presi dal gruppo Facebook, e non li abbiamo raccolti da te direttamente: li abbiamo presi da una fonte pubblica.
| Che cosa | Da dove |
|---|---|
| Denominazione, forma giuridica, attività, indirizzo, telefono, e-mail, PEC, sito, partita IVA | da una o più fonti pubbliche: oggi, a seconda della scheda, Overture Maps, l’ANAC (per l’attestazione SOA) e il GLEIF (per il registro LEI) — il campo è scritto scheda per scheda e può cambiare a ogni aggiornamento della mappa. Per ogni scheda registriamo da quale fonte viene, con quale licenza e con quale data: oggi questa informazione non è ancora stampata sulla pagina della scheda; te la diciamo se ce la chiedi a info@radar.casa |
| La posizione sulla mappa | calcolata dall’indirizzo che risulta dalla fonte |
Raccogliamo così tutte le imprese e i professionisti che troviamo in una fonte pubblica, avvocati e notai compresi: il limite non è sulla raccolta, è sulle recensioni — il punto 2.e dice quali categorie hanno regole diverse su voto e nome. La tua scheda nasce sempre in bozza: la controlliamo prima di pubblicarla, e non pubblichiamo un dato senza la sua fonte.
Entro un mese dal giorno in cui creiamo la tua scheda, te lo scriviamo: un’e-mail o una PEC, con il collegamento a questa informativa e a come rivendicare, correggere o far togliere la scheda (punto 2.c). È l’avviso che la legge chiede quando i dati non li abbiamo raccolti da te (art. 14 GDPR), ed è il motivo per cui questa informativa lo cita fin dal sottotitolo.
2.g · Se ci chiedi di verificare la tua identità o il tuo immobile
Su una scheda o su un annuncio possono comparire dei bollini di verifica. Due di questi — «Identità verificata» e «Immobile verificato» — non si ottengono da soli: li chiedi tu, dalla tua area personale, mandandoci un documento. Non sono obbligatori: un annuncio si pubblica, si vede e si contatta anche senza.
| Che cosa | Da dove |
|---|---|
| Per «Identità verificata»: un documento d’identità e una tua foto | li carichi tu, dalla tua area personale |
| Per «Immobile verificato»: una visura catastale o un titolo di locazione, oppure un CIN intestato alla stessa persona | lo carichi tu, dalla tua area personale |
| La richiesta: chi l’ha aperta, quale verifica, su quale annuncio, quando | la registra il sito |
| L’esito: approvata, non approvata o scaduta; quando; e, se qualcuno ha deciso, chi è stato e il motivo del no | lo scrive chi decide. Se è scaduta non decide nessuno: la segna il sito da solo |
Al massimo tre file per richiesta, 8 MB l’uno, in JPG, PNG, WEBP o PDF.
La tua foto non è un dato biometrico, e non è una sottigliezza. Un dato biometrico, per l’art. 4 n. 14 del Regolamento, nasce da un trattamento tecnico specifico che identifica una persona in modo univoco: un riconoscimento facciale. Lo dice anche il Considerando 51: una fotografia rientra fra i dati biometrici soltanto quando viene trattata con un dispositivo tecnico di quel tipo. Qui non c’è niente del genere: le due immagini le guarda una persona e le confronta a occhio, come si fa a uno sportello. Nessun programma misura il tuo volto, e non ne ricaviamo nessun modello.
Quindi da questa porta non entriamo fra le categorie particolari di dati dell’art. 9. Un documento d’identità può però contenere, di suo, qualcosa che ci rientra per un’altra strada — per esempio la dichiarazione sulla donazione degli organi stampata sulla carta d’identità, che è un dato sulla salute. Se puoi, copri quello che non serve prima di caricare: a noi bastano nome, cognome, data di nascita e la fotografia. Non la cerchiamo, non la estraiamo e non la registriamo da nessuna parte: guardiamo il documento per confrontarlo con la tua foto, e poi il documento si cancella.
Dove finisce il file che carichi. Non nella libreria media del sito, che è servita dal web e i cui indirizzi si possono indovinare: il file esce dalla radice del sito, prende un nome casuale e si può aprire solo passando da un controllo di chi sei. Lo apre solo chi deve decidere, dal pannello di amministrazione. Nemmeno tu puoi riaprirlo dopo averlo caricato, ed è voluto: ogni apertura in più è un’occasione in più perché finisca dove non deve.
Che cosa compare, e dove. Il bollino dice soltanto che la verifica è stata fatta: il documento non diventa mai pubblico, e il suo numero non compare da nessuna parte. «Immobile verificato» sta su quell’annuncio. «Identità verificata» riguarda te, non un contenuto: quindi compare su tutte le tue schede e i tuoi annunci, anche su quelli ancora in bozza — verificata una volta, vale per tutto quello che pubblichi.
Se la verifica non viene approvata ti diciamo perché, e la puoi rifare quando vuoi.
Se non ce la chiedi, qui non succede niente: nessun documento ti viene chiesto per iscriverti, per pubblicare o per contattare qualcuno.
3 · Perché li trattiamo, e con quale base giuridica
| Perché | Quali dati | Base giuridica |
|---|---|---|
| Avvisarti quando radar.casa apre | l’indirizzo email, l’etichetta di provenienza | Consenso (art. 6 par. 1 lett. a). Per l’invio dell’email vale anche l’art. 130 del d.lgs. 196/2003 |
| Mandarti le novità e le proposte di radar.casa dopo l’apertura, e solo se hai spuntato anche la seconda casella | l’indirizzo email, l’etichetta di provenienza | Un secondo consenso (art. 6 par. 1 lett. a), distinto dal primo: si dà a parte, si può non dare, e si può ritirare da solo lasciando in piedi l’altro. Per l’invio vale anche l’art. 130 del d.lgs. 196/2003 |
| Poter dimostrare che quel consenso ce l’hai dato tu, e quando | data e ora, testo esatto spuntato, versione dell’informativa, impronta dell’IP, pagina di provenienza, browser dichiarato | Obbligo legale (art. 6 par. 1 lett. c, in relazione all’art. 7 par. 1, che ci impone di essere in grado di dimostrare il consenso) |
| Impedire che un programma automatico riempia la lista | l’impronta dell’IP | Interesse legittimo (art. 6 par. 1 lett. f) a tenere in piedi il servizio |
| Capire quale dei due annunci ha funzionato, contando quante iscrizioni sono arrivate da ciascuno | l’etichetta di provenienza, in forma di conteggio | Interesse legittimo (art. 6 par. 1 lett. f) a sapere se il progetto interessa a qualcuno |
| Trasportare al destinatario che hai scelto tu la richiesta che gli scrivi (2.b) | nome, email, telefono, messaggio | Misure precontrattuali su richiesta dell’interessato (art. 6 par. 1 lett. b): sei tu a scegliere l’impresa e a chiedere di essere ricontattato, non un consenso che potresti revocare restando comunque in attesa di una risposta |
| Rispondere alla tua richiesta di rivendicare, correggere o far togliere una scheda (2.c) | email, ed eventualmente nome, comune, partita IVA, messaggio | Obbligo legale (art. 6 par. 1 lett. c, in relazione agli artt. 12, 16, 17 e 21): sono le norme che ci impongono di rispondere a chi rettifica, chiede la cancellazione o si oppone |
| Farti gestire la tua scheda da professionista o i tuoi annunci da inserzionista (2.d) | account, dati della scheda o degli annunci | Contratto o misure precontrattuali (art. 6 par. 1 lett. b): l’account nasce da un accordo per pubblicare la tua scheda su radar.casa |
| Pubblicare la tua recensione sulla scheda dell’impresa che hai contattato (2.e) | nome e comune se li scrivi, voto, testo, legame con la richiesta | Verso te che scrivi: Consenso (art. 6 par. 1 lett. a) — sei tu a decidere di pubblicarla, e puoi chiederne la rimozione in ogni momento. Verso l’impresa recensita: Interesse legittimo (art. 6 par. 1 lett. f) alla pubblicazione di un giudizio su un servizio reso pubblicamente |
| Costruire e tenere aggiornata una mappa consultabile di imprese e professionisti (2.f) | denominazione, indirizzo, contatti, partita IVA, fonte | Interesse legittimo (art. 6 par. 1 lett. f): un elenco pubblico di chi offre un servizio, con i soli dati che l’impresa stessa ha reso pubblici altrove |
| Decidere se mettere il bollino «Identità verificata» sulle tue schede o «Immobile verificato» su un tuo annuncio (2.g) | il documento d’identità e la tua foto, oppure la visura, il titolo di locazione o il CIN; più chi ha chiesto, quando, e l’esito | Esecuzione del contratto (art. 6 par. 1 lett. b): la verifica la chiedi tu, ed è una funzione dell’account che hai già con noi (punto 2.d). Verso chi legge gli annunci, scrivere e mantenere quel bollino risponde a un interesse legittimo (art. 6 par. 1 lett. f) a ridurre gli annunci falsi. Non lo fondiamo sul consenso perché il bollino è un’affermazione che facciamo noi a chi legge: se bastasse un ripensamento a farlo sparire non varrebbe niente. Se vuoi che sia tolto, scrivici e lo togliamo |
| Avvisarti che abbiamo creato la tua scheda, e dirti come correggerla o farla togliere (2.f) | l’e-mail o la PEC trovata nella fonte pubblica | Obbligo legale (art. 6 par. 1 lett. c, in relazione all’art. 14): è la legge stessa a chiedere questo avviso quando i dati non li raccogliamo da te |
Sulla richiesta a un’impresa (2.b), perché non è un consenso. Qui non ti chiediamo il permesso di scriverti noi: sei tu a scrivere a un’impresa e a volere che ti risponda. È lo stesso principio di un modulo di contatto qualsiasi.
Perché il consenso, e non altro, per la lista d’attesa (2.a). Non ci stai chiedendo un servizio, non stai comprando niente e fra noi non c’è nessun contratto: ci stai dando il permesso di scriverti quando apriamo. Quel permesso è l’unica cosa che rende lecito il trattamento, e per l’invio di un’email a un indirizzo la legge italiana chiede comunque il consenso preventivo.
Le due caselle sono due cose diverse, e la seconda non è obbligatoria. La prima serve a farti ricevere l’avviso di apertura, ed è quella che chiediamo. La seconda puoi lasciarla vuota: l’iscrizione va a buon fine lo stesso e ricevi comunque l’avviso. Le teniamo separate perché un permesso dato per essere avvisati non è un permesso a scriverti per sempre, e chiederle insieme renderebbe tutti e due i consensi non validi.
Nessuno dei due è la condizione per accedere a qualcosa, e nessuno dei due è mescolato con la presa visione di questa informativa: di un’informativa non si dà il consenso, se ne prende visione.
4 · Per quanto teniamo il tuo indirizzo
Non scriviamo «finché non lo revochi», perché se radar.casa non aprisse mai il tuo indirizzo resterebbe lì per sempre. Quindi ci diamo un termine, e lo rispettiamo da soli.
Il Regolamento non fissa un numero di giorni per nessuno dei casi qui sotto: chiede solo che il termine scelto sia proporzionato allo scopo (art. 5 §1 lett. e) e che sia scritto, o il criterio per calcolarlo. Dove trovi un numero, è quello: non un minimo né un massimo imposto dalla legge, tranne dove lo diciamo espressamente (per esempio al punto 2.e, dove citiamo una legge di un altro settore usata per analogia).
| Quando | Cosa succede |
|---|---|
| radar.casa apre, e avevi spuntato solo la prima casella | ti mandiamo l’avviso. Se la data cambia te lo diciamo, quindi ricevi al massimo due messaggi in tutto. Trenta giorni dopo l’ultimo, il tuo indirizzo si cancella |
| radar.casa apre, e avevi spuntato anche la seconda | teniamo l’indirizzo finché non ci dici basta. Ogni 24 mesi ti chiediamo se vuoi ancora riceverle: se non rispondi, cancelliamo |
| radar.casa non è aperto al 31 marzo 2027 | tutti gli indirizzi si cancellano entro il 30 aprile 2027, senza che tu debba chiedere niente, e vale anche per chi aveva spuntato la seconda casella |
| Ci scrivi che vuoi essere cancellato, o togli uno dei due consensi | ti cancelliamo entro 30 giorni, e te lo confermiamo. Togliendo solo il secondo, il primo resta in piedi |
Per la richiesta a un’impresa (2.b) il termine è diverso, perché il dato serve a un rapporto fra te e l’impresa, non a un avviso: 730 giorni dalla richiesta, poi il sito toglie in automatico nome, email e telefono dalla riga e resta solo che una richiesta c’è stata. Anche qui non c’è un termine di legge da rispettare: 730 giorni è più corto di qualunque prescrizione civile che potrebbe riguardare un contatto commerciale (5 o 10 anni, a seconda dei casi), quindi è un termine che si difende da solo, senza dover allungarlo.
Per la lista d’attesa (2.a), cosa resta dopo la cancellazione: niente. Non teniamo una copia, non teniamo un’impronta e non teniamo una riga vuota con la data. La cancellazione toglie tutto quello che questa pagina aveva raccolto su di te, in una volta sola. Se un domani ti iscrivessi di nuovo, per noi saresti una persona che non abbiamo mai visto. Per la richiesta a un’impresa (2.b) non è così: passati i 730 giorni restano lo stato della richiesta e il fatto che c’è stata, senza più nome, email o telefono, perché serve a spiegare l’esito a chi la legge nel pannello.
Per rivendicare, correggere o far togliere una scheda (2.c). Se la tua richiesta è ancora aperta non la tocchiamo finché non ti rispondiamo, entro 30 giorni. Se accogliamo una richiesta di rimozione, cancelliamo la scheda e teniamo, per 12 mesi, solo l’impronta che impedisce di ricrearla per sbaglio, senza il tuo nome; passati i 12 mesi senza una nuova richiesta sulla stessa impresa, cancelliamo anche quella. Una richiesta di rivendica o di correzione già chiusa (che tu abbia avuto risposta) la teniamo 24 mesi dalla chiusura, lo stesso termine che usiamo per la richiesta a un’impresa del punto 2.b: è la prova di come abbiamo risposto, se un giorno qualcuno contestasse di non aver ricevuto risposta. Passati i 24 mesi, si cancella da sola.
Per l’account da professionista o da inserzionista (2.d). Non esiste un termine di legge per un account inattivo: 24 mesi è il criterio che abbiamo scelto, proporzionato a un account che serve a gestire una scheda, non a conservare uno storico. L’account resta attivo finché lo usi. Se non fai nessun accesso e nessuna modifica per 24 mesi di fila, ti scriviamo all’indirizzo dell’account per chiederti se vuoi ancora tenerlo; se non rispondi entro 30 giorni, chiudiamo l’account e togliamo i dati che non hai pubblicato. I contenuti che hai già pubblicato (la tua scheda, i tuoi annunci) restano visibili secondo la regola del punto 2 della tabella qui sopra, finché non chiedi tu di toglierli o non li togliamo noi. Puoi sempre chiederci di chiudere il tuo account prima, scrivendo a info@radar.casa.
Per una recensione (2.e). Conta nella media dei voti per 24 mesi dalla pubblicazione: è lo stesso numero che la Legge 11 marzo 2026, n. 34 fissa per le recensioni di ristorazione e turismo, un settore diverso dal nostro. Lo abbiamo scelto per analogia, non perché quella legge si applichi a radar.casa: nessuna norma fissa un termine per un portale come il nostro. Ma la recensione non ha un termine proprio: è sempre legata alla richiesta che avevi mandato all’impresa (punto 2.b), e quando quella richiesta arriva ai suoi 730 giorni e si anonimizza, la recensione si cancella con lei, qualunque sia la sua età. Quindi può succedere anche prima dei 24 mesi di validità nella media, se la richiesta a cui è agganciata era già vecchia quando hai scritto la recensione. Oggi non esiste un modo per tenerla oltre questo termine nemmeno se è oggetto di una segnalazione in corso.
Per le schede da fonti pubbliche e per l’avviso che le accompagna (2.f). La scheda resta finché resta pubblicata: se la fai togliere (punto 2.c), spariscono insieme scheda e dati. La prova di averti avvisato — la copia del messaggio composto, non un modello ricostruito — la teniamo finché la scheda resta pubblicata, più 12 mesi da quando è stata tolta: serve a dimostrare, anche dopo, che l’avviso è partito davvero.
Per i documenti delle verifiche (2.g), il termine è il più corto di tutta questa pagina, ed è voluto. Il file si cancella nel momento in cui la decisione è presa, approvata o rifiutata che sia. E se la decisione non arriva, si cancella comunque dopo sette giorni dalla richiesta: un giro automatico al giorno li toglie, senza che nessuno debba ricordarsene. Quando succede te lo scriviamo, la richiesta viene segnata come scaduta e la puoi rifare subito: non resti in attesa di una risposta su documenti che non esistono più.
Dopo, di quella richiesta resta questo: chi l’aveva aperta, quale verifica, su quale annuncio, quando, l’esito, quando i documenti sono stati cancellati, e — se qualcuno ha deciso — chi è stato e il motivo del no. Non resta il documento, non resta il suo numero e non resta un’impronta che permetta di riconoscerlo un domani. Non è prudenza: un archivio di documenti d’identità o serve o è un rischio, e dopo la decisione non serve più. Sette giorni è il tempo che ci diamo per guardare e rispondere, non un termine di legge: la legge chiede solo che sia proporzionato allo scopo (art. 5 §1 lett. e).
E le copie di sicurezza, che è la parte scomoda e la diciamo lo stesso. La copia che facciamo noi ogni notte prende il sito, e questi documenti stanno fuori dal sito: non li sfiora, e lo abbiamo verificato. Ma chi ospita il server (punto 6) fa anche una copia automatica della macchina intera, una al giorno, e quella comprende anche loro. Ne tiene sette: ogni copia nuova cancella la più vecchia. Quindi un documento che noi abbiamo già cancellato può restare dentro quelle copie ancora al massimo sette giorni, e poi sparisce da solo, senza che nessuno debba ricordarsi di niente. In tutto, dal giorno in cui lo carichi, non passano più di quattordici giorni. In quelle copie il documento non è raggiungibile dal sito, e non le apriamo per nessuna ragione che non sia rimettere in piedi il server dopo un guasto.
5 · Chi vede i tuoi dati
Per la lista d’attesa (2.a). Il tuo indirizzo non si vende, non si cede, non si scambia e non si affitta. Lo conoscono solo:
- il titolare, cioè Gabriele Russo;
- OVHcloud (OVH SRL), che ospita il sito e le copie di sicurezza nel suo datacenter nel Regno Unito. È responsabile del trattamento ai sensi dell’art. 28, con il proprio DPA (Data Processing Agreement, nelle condizioni generali OVHcloud), e tratta i dati soltanto su istruzione del titolare;
- le autorità, quando la legge lo impone.
E per essere chiari su quello che questa lista non è: il tuo indirizzo non finisce agli inserzionisti, non finisce alle agenzie immobiliari e non finisce alle imprese che compreranno uno spazio su radar.casa. Non lo riceve nessuno che voglia venderti qualcosa: le uniche email che ti arrivano le mandiamo noi.
Per la richiesta a un’impresa (2.b), è diverso: il destinatario è previsto, non ancora attivo. Quando scrivi da una scheda scegli tu l’impresa a cui è indirizzata. Oggi, però, quella richiesta non le viene ancora inoltrata: resta registrata su radar.casa, la leggiamo noi e ti ricontattiamo noi. Il giorno in cui l’inoltro diretto sarà acceso, l’impresa che hai scelto diventerà destinataria dei dati che hai scritto nel modulo (nome, email, telefono, messaggio), e questa riga lo dirà con la data in cui è successo. Fino a quel momento, chi vede quei dati è lo stesso elenco qui sopra: il titolare, OVHcloud, le autorità se la legge lo impone.
Diventa una newsletter soltanto se sei tu a chiederlo, spuntando la seconda casella. Se non l’hai spuntata ricevi l’avviso di apertura e basta. E se un giorno vorremo mandarti qualcosa che nessuna delle due caselle copre, te lo chiederemo di nuovo.
Per rivendicare, correggere o far togliere una scheda (2.c). La leggono: il titolare, OVHcloud, le autorità se la legge lo impone. Nessun altro: non la vede il pubblico, e non la vede l’impresa a cui si riferisce, a meno che non sia lei stessa a scriverci.
Per l’account da professionista o da inserzionista (2.d). L’account e i dati che non pubblichi li vedono il titolare, OVHcloud. I contenuti che pubblichi sulla tua scheda, una volta che li abbiamo controllati e messi online, li vede chiunque visiti il sito: è una bacheca pubblica. Il telefono e l’email di contatto che scrivi restano visibili solo a chi ha un account: non compaiono nei dati strutturati né nelle rotte automatiche del sito.
Per una recensione (2.e). Una volta pubblicata la vede chiunque visiti la scheda: è pubblica come i contenuti del punto 2.d. La leggono anche il titolare e OVHcloud. L’impresa recensita la vede e le può rispondere dal suo account, ma non riceve il tuo nome se non l’hai scritto tu nel testo. Le autorità, quando la legge lo impone.
Per le schede da fonti pubbliche (2.f). Una volta pubblicata, la vede chiunque visiti il sito: è una bacheca pubblica, come i contenuti del punto 2.d. La leggono anche il titolare e OVHcloud. L’avviso che ti mandiamo lo vedi solo tu, il destinatario: non è pubblico.
Per i documenti delle verifiche (2.g). Li vede il titolare, e nessun altro: dal 21/9/2026 il sito li apre a un solo account, il suo. Avere le chiavi del pannello non basta — chi amministra il sito per altre ragioni vede che una richiesta esiste e a che punto sta, non che cosa hai caricato. Li ospita OVHcloud sul server, dove il file resta per quei pochi giorni. Le autorità, se la legge lo impone. Nessun altro: non il pubblico, non chi visita l’annuncio, non chi ti contatta, e nemmeno tu dopo averlo caricato. Sul sito compare solo il bollino, che dice che la verifica è stata fatta e non che cosa ci hai mandato. Nessun servizio esterno guarda il tuo documento: non c’è nessuna società di verifica dell’identità fra noi e te. Un’eccezione da dire: se ci mandi un CIN, quel numero lo controlliamo a mano sul registro pubblico del Ministero del Turismo — il documento non parte, il numero si consulta lì, com’è consultabile da chiunque.
6 · Se i dati escono dall’Unione europea
Il server che ospita il sito, e le sue copie di sicurezza, sono nel Regno Unito, gestiti da OVHcloud (OVH SRL). Il Regno Unito non fa parte dell’Unione europea, ma la Commissione europea lo ha riconosciuto un Paese sicuro con una decisione di adeguatezza (decisione di esecuzione (UE) 2021/1772 del 28/6/2021, prorogata con modifica del 19/12/2025 fino al 27/12/2031, salvo revisione anticipata da parte della Commissione): oggi il trasferimento è quindi ammesso senza bisogno di clausole aggiuntive, finché la decisione resta in vigore. Le copie di sicurezza restano sul server stesso e nel backup automatico del fornitore: oggi non esiste una copia fuori dal fornitore. Per il resto non usiamo nessun servizio con sede o infrastruttura fuori dall’Unione europea o da un Paese con decisione di adeguatezza (Regno Unito): niente statistiche, niente antispam di terzi, niente caratteri tipografici caricati da altri siti. Se un giorno cambiasse, lo scriveremmo qui prima di farlo, non dopo.
7 · Cookie, e le cose che questa pagina non fa
Sulle pagine di questi trattamenti — la lista d’attesa, i moduli di contatto e di rivendica, le schede — non ci sono cookie. Nessuno, nemmeno tecnici. Per questo non trovi nessun banner da accettare su quelle pagine: non c’è niente da consentire.
Non ci sono statistiche di visita, non c’è Google Analytics, non c’è il pixel di Facebook, non ci sono pubblicità. Il tuo browser, mentre le guarda, non contatta nessun altro sito: tutto quello che carica arriva da radar.casa.
Fa eccezione la pagina di accesso, per chi ha un account da professionista o da inserzionista (punto 2.d): al primo tentativo di accesso il sito imposta un cookie tecnico (wordpress_test_cookie), che serve solo a verificare che il browser accetti i cookie, e dopo l’accesso i cookie che tengono la sessione aperta (wordpress_logged_in_*). Nessuno dei due è di profilazione o pubblicitario, e nessuno dei due viene impostato a chi visita il sito senza provare ad accedere.
8 · I tuoi diritti
Puoi esercitarli in ogni momento e gratuitamente, scrivendo a info@radar.casa. Rispondiamo entro un mese (art. 12 par. 3).
| Diritto | Che cosa puoi chiedere |
|---|---|
| Revoca del consenso (art. 7 par. 3) | di togliere uno dei due o tutti e due, in qualsiasi momento e con la stessa facilità con cui li hai dati. Basta una riga di email |
| Accesso (art. 15) | di sapere cosa abbiamo su di te, e di averne copia |
| Rettifica (art. 16) | di correggere un indirizzo sbagliato |
| Cancellazione (art. 17) | di cancellarlo, senza spiegare perché |
| Limitazione (art. 18) | di congelarlo invece di cancellarlo, mentre si chiarisce qualcosa |
| Portabilità (art. 20) | di ricevere i tuoi dati in un formato leggibile da un altro servizio |
| Opposizione (art. 21) | di opporti ai trattamenti che si fondano sul nostro interesse legittimo, e nel punto 3 trovi quali sono |
Revocare il consenso non ti costa niente e non devi giustificarti. Quello che è stato fatto prima della revoca resta valido, quello che viene dopo si ferma. Nel messaggio che ti manderemo all’apertura ci sarà comunque un collegamento per farti togliere dalla lista con un clic.
9 · Nessuna decisione automatica, nessuna profilazione
Non prendiamo decisioni automatizzate che producano effetti giuridici su di te, ai sensi dell’art. 22. E non facciamo profilazione (art. 4 n. 4): non costruiamo un profilo di te, non seguiamo cosa guardi e non incrociamo il tuo indirizzo con nient’altro.
10 · Se pensi che stiamo sbagliando
Hai diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, gratuitamente, via PEC protocollo@pec.gpdp.it, raccomandata A/R o consegna a mano:
Piazza Venezia 11, 00187 Roma
Centralino 06 696771 · www.garanteprivacy.it
Per una domanda che non è un reclamo puoi scrivere anche a protocollo@gpdp.it.
Puoi anche rivolgerti all’autorità giudiziaria. Se preferisci scrivere prima a noi, l’indirizzo è info@radar.casa, e a una richiesta sui tuoi dati rispondiamo entro un mese.
11 · Se questa informativa cambia
Quando radar.casa aprirà, il sito farà molte più cose di adesso, e questa informativa verrà riscritta e rinumerata. Le versioni precedenti restano disponibili su richiesta. Se il cambiamento riguarda qualcosa per cui ci avevi dato il consenso, te lo chiediamo di nuovo: non lo diamo per scontato.